Far compilare i dati agli ospiti prima dell'arrivo è legale, fa risparmiare tempo e riduce gli errori. Ecco cosa prevede la legge e come organizzarsi.
Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026
Chiunque ospiti persone a pagamento in Italia — hotel, B&B, casa vacanza, singolo appartamento in affitto breve — deve raccoglierne i dati anagrafici e comunicarli alla Questura. Il check-in online è semplicemente un modo diverso di raccogliere quei dati: invece di trascriverli all'arrivo, li inserisce l'ospite da solo, dal telefono, prima di partire.
L'obbligo nasce dall'articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza): chi dà alloggio deve identificare gli ospiti tramite un documento d'identità valido e comunicarne le generalità alla Questura tramite il portale Alloggiati Web, entro 24 ore dall'arrivo — o subito, per i soggiorni più brevi di 24 ore.
La legge stabilisce cosa va comunicato e entro quando, non come vanno raccolti i dati: compilarli online prima dell'arrivo è pienamente compatibile con l'obbligo, a patto che siano completi, corretti e corrispondenti al documento dell'ospite.
Per ogni ospite:
Per i gruppi e le famiglie il documento completo si chiede solo al capogruppo; per gli altri componenti bastano i dati anagrafici.
Il tema più discusso degli ultimi anni. A novembre 2024 una circolare del Ministero dell'Interno aveva chiesto di identificare gli ospiti di persona, mettendo in discussione il self check-in con cassetta portachiavi. A maggio 2025 il TAR del Lazio ha annullato quella circolare. Resta fermo l'obbligo di base: verificare che i dati comunicati corrispondano a un documento valido dell'ospite.
La questione può avere ulteriori sviluppi, per esempio con nuove indicazioni o ricorsi: se usi il self check-in, tieniti aggiornato sulle indicazioni della Questura competente per la tua zona.
Dal 1° gennaio 2025 gli immobili in locazione turistica o breve devono avere il CIN, Codice Identificativo Nazionale, da esporre all'esterno dell'immobile e da indicare in ogni annuncio, sui portali e sul tuo sito. È un obbligo diverso dalla comunicazione degli ospiti, ma spesso viene chiesto insieme ai dati della struttura.
I dati raccolti sono dati personali e vanno trattati secondo il GDPR: all'ospite va data un'informativa su chi tratta i dati, per quale scopo e per quanto tempo. Le ricevute delle comunicazioni ad Alloggiati Web vanno conservate, perché possono essere richieste in caso di controllo. Evita di tenere copie dei documenti in chat o nella posta elettronica più del necessario.
Questa guida ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale: le regole sull'identificazione degli ospiti possono cambiare, e in caso di dubbio conviene rivolgersi alla Questura competente o a un professionista.
Ogni struttura ha un link di check-in fisso da mandare agli ospiti via chat di Airbnb o Booking, WhatsApp o email. L'ospite compila i dati dal telefono, con l'aiuto di suggerimenti per comuni e stati; tu ricevi la prenotazione pronta, controlli e con un clic la invii ad Alloggiati Web. La comunicazione ISTAT e la tassa di soggiorno partono dagli stessi dati, senza doverli reinserire.
No: è il modo di raccogliere i dati. L'invio alla Questura va fatto comunque, entro 24 ore dall'arrivo.
Prima dell'invio puoi correggerlo tu. È anche il motivo per cui conviene controllare i dati appena arrivano, invece che all'ultimo momento.
Non va inviato nulla ad Alloggiati Web: la comunicazione riguarda chi è effettivamente alloggiato.