Cos'è, come si ottiene sul portale del Ministero del Turismo, dove va esposto, quali dispositivi di sicurezza servono e cosa si rischia senza.
Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2026
Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è il codice che il Ministero del Turismo assegna a ogni struttura ricettiva e a ogni appartamento dato in locazione turistica o breve. L'ha introdotto l'articolo 13-ter del D.L. 145/2023 (convertito dalla L. 191/2023) ed è obbligatorio dal 1° gennaio 2025. Serve a rendere riconoscibile ogni alloggio, in tutta Italia, con un unico codice.
Molte Regioni avevano già un proprio codice, il CIR (codice identificativo regionale), che resta valido per le finalità regionali — per esempio è quello usato per la comunicazione ISTAT dei flussi turistici. Il CIN invece è nazionale e lo sostituisce negli obblighi di esposizione e di pubblicazione: è il CIN che va sulla targa e negli annunci.
Il CIN si richiede gratuitamente e online sul portale della Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, bdsr.ministeroturismo.gov.it.
Per problemi con la procedura il Ministero ha un contact center, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, al numero 06 164169910.
Per ottenere il CIN si dichiara che l'alloggio ha i dispositivi di sicurezza richiesti dalla stessa norma, obbligatori per tutti — gestione privata o d'impresa, attività nuove o già avviate:
Chi gestisce le locazioni in forma d'impresa deve inoltre presentare la SCIA allo sportello unico (SUAP) del Comune.
Dal 20 maggio 2026 è pienamente applicabile il Regolamento UE 2024/1028 sulle locazioni brevi: le piattaforme devono verificare il numero di registrazione di ogni annuncio — in Italia il CIN — e trasmettere periodicamente i dati delle prenotazioni alle autorità. Un annuncio senza CIN valido rischia di essere rifiutato o rimosso.
Il CIN è il punto di partenza. Poi, per ogni ospite, restano gli obblighi di ogni giorno: la comunicazione alla Questura con Alloggiati Web entro 24 ore, i flussi turistici ISTAT per la Regione, la tassa di soggiorno per il Comune. OspitaPro li gestisce partendo da un unico check-in online compilato dall'ospite.
Questa guida ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza: le regole e le indicazioni operative sono quelle pubblicate dal Ministero del Turismo, che vanno sempre verificate sul suo sito.
Niente: si richiede gratuitamente sul portale BDSR del Ministero del Turismo, con SPID o CIE, e se i dati sono in regola viene rilasciato subito.
Solo per l'esposizione e gli annunci, dove va indicato il CIN. Il CIR resta valido per le finalità regionali, come la comunicazione ISTAT dei flussi turistici.
Le indicazioni del Ministero del Turismo ammettono modalità alternative alla targa esterna quando il regolamento condominiale la vieta, purché il codice resti ben visibile.
No: i rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio non sono richiesti quando non c'è alcun impianto a gas e il rischio è escluso con certezza. Gli estintori invece servono comunque.
Da 800 a 8.000 € se affitti senza averlo richiesto, da 500 a 5.000 € se non lo esponi o non lo indichi negli annunci, da 600 a 6.000 € per ogni violazione dei requisiti di sicurezza. E dal 2026 i portali possono rifiutare o rimuovere gli annunci senza un CIN valido.